Adriano Deandreis, l’ altra metà del tempo è arte

Adriano Deandreis, l’ altra metà del tempo è arte

L’ arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro (V. Kandinsky)

 

La vita ci conduce per mano anche quando non ci accorgiamo di camminare. Ed ecco che ci mettiamo alla ricerca dell’ altra metà del nostro essere, ecco che seguiamo una strada ordinaria per arrivare al centro di una realtà e vita straordinaria. Perchè straordinaria è quella vita che va oltre la superficie delle cose, oltre le cose stereotipate, oltre le cose stesse. Ed ecco che artista è colui che sa cogliere la differenza e, se pur calato nella realtà, riesce a celebrarla diversamente, con maggiore ritmo interiore, attraverso colori e simboli e messaggi da inoltrare. Con quelle emozioni che si accavallano e dalle quali non ci si libera se non facendo arte. E magari chiedendo all’ arte stessa di voler esistere e resistere diventando allievo e custode dei tempi. E difensore di ciò che di più importante e vero voglia rappresentarsi. In questo modo si lascia una traccia di sé. Adriano De Andreis è un artista maturo e responsabile se per responsabilità si intende anche quel senso del dovere nel l’ inoltrare messaggi utili e condivisibili. In quella vis artistica che prima implode dentro per poi esplodere in colori ed in quel senso di realtà rappresentato da un altro punto di vista. Adriano Deandreis vive a Badalucco, un piccolo borgo in provincia di Imperia. Di giorno lavora come tecnico presso una centrale idroelettrica e per il resto si dedica alla sua arte pittorica. Un percorso iniziato nel 2024 con un buon riscontro di pubblico sia in Italia che all’ estero. La sua grande fonte di ispirazione è il viaggio, i luoghi che ha visitato e che riflette nella sua arte pittorica. Opere, le sue, che sono a metà strada tra mondo sensibile e mondo metafisico, ossia tra qualcosa che si riconosce e qualcosa che sfugge perchè derivante da un mondo più irrazionale ed astratto. Per arrivare all’ iperuranio dove l’ anima e l’ emozione la fanno da padrone. Il suo è un genere astratto-realistico che per alcuni versi ricorda Kandinsky nell’ esplosione di colori, in una geometrica e minuziosa rappresentazione di un contesto fantastico e per questo molto coinvolgente. Un’ arte pittorica che ama legarsi comunque ad una struttura interiore per sentirsi parte di un tutto. Ecco perchè la natura e i particolari, attraverso l’esplosione dei colori, si celebrano anche attraverso toni schietti e simbolici per rafforzarne il reale legame. Una natura che ha un’ anima, un principio primo e ultimo, una natura che si libera nel suo pneuma vitale dove trova essenza e vere origini. Colori che si intersecano a segni come a creare dei ghirigori intorno a luci da un lato soffuse, e dall’ altro esplosive. Fino a travolgere lo sguardo dello spettatore. In bilico tra realtà, rigore e passione, razionalità, fantasia e visioni oniriche. Le sue opere sono concatenazioni, incastri di colori che avanzano in un vortice di passione infinita. Colori che arrivano dentro e ci restano. Colori a tratti tenui come in Dreamscape dove rappresenta un borgo che si affaccia sul mare al chiarore del mattino e colori più esplosivi in Papillons, un abbraccio tra cerchi e quadrati, simboli che infondono sentimenti di positività e rinascita. Perchè si rinasce ogni volta che si è a contatto con la tela, i colori e la propria interiorità. L’ artista De Andreis ha intanto un buon rapporto con se stesso e con la vita. Da un lato riservato e più malinconico, dall’ altro più esplosivo e comunicativo. Questo dualismo si riflette perfettamente nella sua attività pittorica che, in poco tempo ha raggiunto un buon riscontro di pubblico. Da Genova a Napoli, da Parigi a New York, ha al suo attivo molte esposizioni tra collettive e personali. Adriano Deandreis continua imperterrito a guardarsi intorno, a guardare il cielo e le sue sfumature, a calarsi nei colori, in un coinvolgente afflato con la natura, i suoi paesaggi e i suoi paesaggi interiori. Alla ricerca costante di un equilibrio mentre la passione sovrasta la mente e la stessa razionalità. Fino a condursi intanto verso mondi fantastici, instaurando un fidato legame con l’ arte, e con il senso artistico che sa di memorie, visioni, emozioni. Nella constante ricerca di luce. Ed in questo labirinto di emozioni e colori, conduce anche noi spettatori, stimolandoci al bello, a ciò che consola l’ animo e al colore stesso che è vita e movimento interiore. L’ artista sembra comunicarci proprio questa sua grande fede nei confronti della vita stessa, vivendo un tempo di attesa e di qualità, riposando poi nei colori e nella fantasia. In un inno alla vita che deve essere vissuta nel migliore dei modi. Perchè poi l’ altra metà del tempo è arte.

Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Intanto non vedo l’ora di andare in pensione per dedicarmi completamente all’ arte…Mi piace viaggiare, penso che il viaggio ti apra molto gli orizzonti, mi piace vedere l’ arte di altre nazioni come l’ arte di strada…sono un autodidatta, ho dovuto iniziare a lavorare abbastanza presto perchè la mia famiglia di origine non era benestante, quindi mi sono rimboccato presto le maniche. Adesso che mia figlia è cresciuta, mi sono voluto prendere più tempo per me. Poi c’ è mia moglie Sonia che mi supporta ed incoraggia nel mio percorso artistico…

Come nasce e si sviluppa la tua passione artistica?

Verso i venticinque anni ho iniziato a prendere spunto da artisti del calibro di Monet e Corot. Poi portai mia figlia Agnese ad una mostra di grandi artisti, a lei piacque un’ opera di Mirò, aveva appena cinque anni e pensai che se un’ opera d’ arte colpisce l’ immaginario dei piccoli, può incidere ancor più nell’ immaginario di persone adulte… Per questo motivo ed altri ancora, ho iniziato a produrre opere astratte.

Come definiresti quindi il tuo stile pittorico?

Astratto realistico ma c’ è anche chi l’ ha definito realistico e geometrico.

Tecnica di utilizzo?

Preferisco la pittura ad olio, è più brillante, e conferisce maggiori sfumature però non si asciuga facilmente, così, per adesso, ho scelto l’acrilico per una maggiore rapidità di asciugatura.

La tua fonte di ispirazione?

Il mare, il cielo… i luoghi, i viaggi da New York a Berlino, la Spagna, la campagna spagnola, Cadaqués dove viveva Dalì, luoghi che adoro…Ci sono luoghi che mi ispirano particolarmente come anche l’ aurora, le ombre della sera, i fenicotteri, i cavalli… In Camargue, in Francia, ho assistito alla festa dei gitani che si tiene ogni anno in primavera e devo dire che è stata per me grande fonte di ispirazione per esplosione di colori e vita.

Dipingi spesso case…perchè?

C’ è sempre un perchè…Da piccolo ho cambiato molte case, adesso capisco da dove derivano tutti i miei traumi -sorride-, ecco perchè le dipingo. I miei cambiavano spesso casa per motivi di lavoro ed io ero puntualmente frastornato.

Come ti definiresti come persona e come artista?

Sicuramente una persona riservata, non mi piace apparire…Sono aperto al confronto; sono una una persona fondamentalmente positiva e mischio l’ ironia ad una certa sensibilità.

Che cos’ è l’ arte per te?

Una forte emozione che pervade la mente ed il corpo. Ascoltarsi, percepirsi attraverso ciò che si rappresenta ed emoziona profondamente.

Che cosa ti emoziona?

Il silenzio e la luce del mattino, il risveglio in sé e… l’ arrivare fino a sera.

Che cosa invece ti indigna?

Il maltrattamento agli animali, più di ogni cosa.

Un messaggio da inoltrare?

Il mondo è un posto bellissimo ma gli interessi e il dio denaro lo stanno distruggendo, si commettono sempre gli stessi errori; basterebbe guardarsi dentro e arrivare ad essere in maggiore sintonia con se stessi.

Prossimi progetti?

Dal 23 ottobre parteciperò a Rome art week presso la galleria La porta dell’ Arte; poi sarò ancor prima, a Reggio Emilia, il 9 ottobre, per partecipare all’ Artifestival 2026.

Un tuo motto di vita?

Anima in colore vivit.

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Per info : cell 333-6461036; instagram soniaboerideandreis

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