Emanuela Ecca, la creatività diventa un rito

Emanuela Ecca, la creatività diventa un rito

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce (Martha Medeiros) .I giorni sono già ricordi buoni se si vivono bene e si vogliono conservare bene. I ricordi non devono essere pesi che schiacciano bensì sorgente e forza per ricrearsi e riprendere il cammino. Ecco perché vale sempre la pena alzarsi  e rialzarsi e fare dei giorni i nostri quadri d’ autore, i nostri contorni o rifugi.  E fare in modo di essere nei nostri giorni i nostri migliori protagonisti. Proprio perché i giorni passano come l’ acqua che scorre e non puoi arrestarla, come quel volo d’ ali che hai visto oggi, come quel fiore che hai visto schiudersi oggi, domani sarà diverso, le scene non saranno sempre le stesse.  Ecco, avere la capacità di cogliersi al volo, di capirsi, di venirsi  incontro, di scrutarsi ma anche di amarsi. Perché, si sa, se non ci amiamo noi per primi, come potremo pretendere di essere amati? In questo punto focale è racchiusa tutta la nostra esistenza  che comprende sicuramente anche dubbi e incertezze ma che affina le nostre risorse, il nostro più profondo sentire. Ed è così che non potremo stare a lungo ferme su quella famosa panchina, bisogna riflettere sì, ma poi il tempo è così prezioso che bisogna riempirlo in qualche modo e soprattutto bisogna semplicemente amarlo.  I giorni prendono le loro strade, i loro destini, i loro percorsi anche incrociati ed è difficile stare dietro a tutto. Ma forse bisognerebbe ascoltare di più i passaggi, le voci, le scoperte. Avere un altro orecchio per sentire e un altro occhio per vedere.  Non si può essere superficiali se si vuole vivere a fondo questa vita, bisogna scoprirsi, scavarsi se necessario, solo così troveremo i nostri tesori nascosti. E i segnali, se colti nel verso giusto, se ascoltati, ci porteranno dall’altra parte della riva. Dove ci accoglierà quel volo di gabbiani in un mare senza fine,  poi un cielo pieno di stelle e ritorneremo a sognare quel sogno che ci piaceva tanto e che ci cullava da piccole. Che cos’ è la vita senza sogni? La nostra forza sta proprio nell’ aggrapparsi ad essi e nel lasciarci andare credendo nel nostro operato, nelle nostre passioni ed inclinazioni.  Come è accaduto ad Emanuela Ecca, una donna di quarantadue anni che oggi vive ad Ortovero, vicino Albenga, meravigliosa cittadina ligure. Sua mamma Ina  è ligure, suo papà Franco è sardo, dunque, certo è il mare che li unisce, il suo leitmotiv costante. Mare inteso in tutti i sensi, anche come un mare di parole e mare di sentimenti che bagnano la sua personalità in contino divenire.  Una personalità la sua che aspira ad una conoscenza continua tanto da sembrare quella di una bambina che vuole esplorare mille cose del mondo, che vuole sapere, interrogarsi, affannarsi se necessario ma arrivare ad un marchingegno  privato e personalissimo, un modo proprio di esprimere e comunicarsi emozioni e comunicarle agli altri. Emanuela è una donna sensibile, attenta ai suoi cambiamenti e ai cambiamenti esterni, è portatrice sana di armonia perché, nel tempo, ha inteso che non si può vivere senza crearsi intorno una favola che possa salvarci.  La sua favola è il suo sogno antico che ha  sempre coltivato e che all’ occorrenza è venuto fuori, un sogno fatto di luci e colori che ama tantissimo. Solare, generosa, affabile, non concepisce una vita senza colori.  Attenta  a guardarsi bene intorno, a scoprire il buono, oggi si dedica al mondo della porcellana fredda, un mondo  dal quale ammette di essere stata  salvata, vestita, protetta come la famosa coperta di Linus. Tra le varie vicissitudini che la vita può presentare insieme ai suoi alti e bassi, la creatività per Emanuela è stata la sua zattera di salvataggio, il suo rifugio segreto, il suo rito migliore.  Sì, perché la creatività se sentita nella pelle e nel cuore, diventa qualcosa di magico, qualcosa che può cambiarci la vita  divenendo appunto quel rito che ci ridà gioia e ci ridona il sorriso. Magari quel sorriso fantastico di quando eravamo bambine e tutto ci sembrava un sogno. E con questo spirito Emanuela ha continuato a scoprire i segnali che la conducevano in un mondo fatto di fantasia, colori ed emozioni come quello della porcellana fredda. Un mondo del quale si è innamorata a prima vista poiché di questa tecnica artistica le è piaciuta la manualità, la possibilità di dare forme alla materia e di decorarle a seconda delle proprie percezioni e impressioni, attraverso colori, luci e sfumature. Persona profonda Emanuela, attenta  ascoltatrice dei richiami  e dei ritmi interiori, si rifugia nel suo mondo incantato nel quale trova la giusta energia vitale, il giusto collegamento con il passato, con la bambina che era e con la donna che poi è diventata. Ed è stato bello per lei scoprire di non essersi tradita, conservando quello stupore  e quella meraviglia che tanto valgono ed impreziosiscono la nostra esistenza.  Perché solo chi continua a meravigliarsi, conserva quella limpidezza di intenti, quel coraggio di andare avanti che proviene dai sentimenti di tenerezza ed armonia che si sentono propri come la propria pelle. Con la sua porcellana crea deliziosi manufatti richiesti per ogni occasione: dalla festa di compleanno all’ arredo per matrimonio. I suoi top cake sono richiesti ed apprezzati poiché da profonda osservatrice,  in essi riesce a racchiuderne le caratteristiche fisiche delle persone e le rispettive personalità.  Cura dei particolari, gusto, raffinatezza, propensione al bello fanno il resto. Perché non si riesce a vivere se non si realizzano i propri ideali, se non si continuano a scoprire nuove risorse e se non ci si continua ad amarsi e  ad amare. Perchè la passione e l’ amore sono un po’ come le cascate con la loro acqua fresca che viene giù: il flusso sarà inarrestabile.

Il tuo primissimo lavoro e… a seguire?

Ho lavorato in una fabbrica di guanti in pelle. Poi ho sempre lavorato nei supermercati, ho anche aperto un negozio di alimentari insieme a mia sorella poi due anni dopo è nato il mio primo figlio…Intanto ho continuato a lavorare nei supermercati quando il mio Alessio andava all’asilo nido. Poi sono stata licenziata purtroppo e così ho iniziato a fare delle bomboniere,  sono molto fatalista, quindi niente  viene per caso…

 Quali soggetti ti sono piaciuti subito e ti hanno ispirato poi per le tue creazioni?

I pagliacci e le bamboline…

Come nasce quindi la tua passione per la porcellana fredda?

Ho iniziato con il realizzare delle collane con perle di vetro colorato, poi un giorno mi sono detta: perché non provare a modellare io stessa il materiale?  Ho iniziato modellando il das  e il pongo…Ed è così che mi sono imbattuta nella porcellana fredda, quindi, poi, ho iniziato addirittura a farla io in casa.  Attualmente però l’ acquisto perché, a dire il vero,  il composto è complesso d realizzare: bisogna mescolare pasta di mais alla  colla vinilica  e stare poi attenta  a cuocerla bene… La pasta è morbidissima, la lavoro con le mani, la lascio asciugare all’aria, e il giorno dopo è pronta. Utilizzo la pasta colorata, dipingendo e sfumando i particolari…le sfumature sono importanti perché danno il senso del reale…

Quanto ti ha salvata questa tua passione?

Tanto, le passioni salvano davvero…tanto.  Nella mia vita ho sempre creato, io amo i colori in genere  soprattutto i colori dei vestiti, difatti mia mamma, quando ero piccola, mi trovava a frugare nei suoi cassetti e  nell’ armadio personale…

I tuoi migliori anni?

Può sembrare strano o forse scontato, ma i miei migliori anni sono stati davvero quelli in cui ho scoperto la mia passione per la porcellana fredda…

Oltre a frugare tra i vestiti di tua mamma, che cosa ti piaceva fare da ragazzina?

Mi piaceva lavorare a maglia, a punto croce e a uncinetto, sono stata sempre molto creativa e questo mi è rimasto…

Sei rimasta la stessa o sei cambiata in qualche modo?

Sono rimasta la stessa, sempre un’ eterna bambina che vuole vedere la vita a colori, difatti le mie creazioni sono un’ esplosione di colori…

Le creazioni alle quali resti più affezionata?

Tutte, sono  tutte uniche le creazioni per chi le fa…In questo periodo mi piacciono tanto i fiori, i biscotti, i mirtilli, le more ma anche le bamboline, le cosiddette gorjuss, le bamboline senza la bocca…

Perché come si dice parla l’ anima…

Proprio così, le preferisco.

Che cosa realizzi esattamente?

Dalla piccola bomboniera, letterina, stampi per neonati, bamboline, pagliacci, personaggi della Walt Disney  ai  top cake per matrimoni o feste di compleanno all’ arredo cucina: tazze, barattoli di vetro, ciotoline, cucchiaini ai quali applico la mia porcellana fredda. Certamente è necessaria una colla fortissima su ceramica, invece su vetro  e anche su metallo applico una colla vinilica.

Perché ti piace la tecnica della porcellana fredda?

Perché la trovo raffinata e di gusto e ti fa esprimere in bellezza ed armonia, sentimenti confacenti alla mia personalità…

Che cosa provi quando vedi il tuo pezzo finito?

Mi torna quel sorriso che  a volte mi manca…

Che cosa è la creatività per te?

Un modo per riuscire a dare qualcosa di me, un modo per farmi conoscere, la mia impronta, il mio rito migliore…

Prossimi progetti?

Mi è stato commissionato un Ronaldo in porcellana fredda per una festa di compleanno e in questo momento sono proiettata per l’arredo cucina unendo la ceramica alla porcellana fredda, un mix esplosivo!

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Solare, esigente con me stessa, comunicativa, generosa …Sono, poi, una creativa precisa, se devo fare le cose, devo farle bene.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rallegra e che cosa ti rattrista?

Mi fa star bene l’armonia e il creare armonia, far sorridere gli altri, l’ amicizia vera, la sincerità. Non sopporto la solitudine  forzata, le bugie, le critiche negative  e le persone che ti bloccano nella crescita che vuole essere costruttiva.

Altre passioni di vita?

La passione per lo shopping -sorride- e per i vestiti…

I tuoi colori preferiti?

Il fucsia e il giallo.

Un tuo motto?

Amo il mio prossimo come me stessa ma mai più di me stessa!

In che cosa credi?

Credo nell’ universo e nella spiritualità e credo che quello che succede non avviene mai per caso ma per una ragione!

Per info:  Emanuela Ecca cell : 334/777 7773; pagina facebook  Elagiftidea.

 

 

 

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