Arish Lodeto, la vita come un bel film

Arish Lodeto, la vita come un bel film

…Dai valore al tuo tempo. Se in futuro, per esempio, ti troverai a percorrere giorno dopo giorno il tragitto casa-ufficio al volante di un’auto, con gli occhi incollati sulla distesa d’asfalto di fronte a te, trova ogni tanto il coraggio di spezzare la routine e ritagliati un istante per goderti le piccole meraviglie della Natura: soffermati ad ammirare un tramonto, stupisciti davanti al volo di un colibrì…(Sergio Bambarén)

Tanta vita, tanta energia, tanti sguardi protesi in un solo sguardo che è il proprio per accendere i riflettori sul mondo. Un mondo interiore che pulsa e che vuole uscire dal guscio, un fiume in piena che vuole rompere gli argini. Quando si è giovani, si ha tutta la vita nelle mani come creta da impastare e modellare. Un click scattato, un video filmato diventa un giro di walzer da ballare, un bicchiere di buon vino da bere con gli amici per far festa. Perché la vita è questa, la vita è bella. E saperlo, riconoscerlo fin da giovani è ancora più bello. C’ è appunto chi lo scopre sin dagli esordi come Aristide Lodeto, ventisette anni, in arte Arish, di professione videomaker che proprio non ce la fa a trattenere l’entusiasmo nel raccontarsi. La vita davanti è un film da riprendere con le sue sequenze e girare ogni giorno, da seguire come un treno in corsa, dando un senso al proprio posto nell’ universo. Arish fa parte di una famiglia di fotografi da più di una generazione. Suo nonno Attilio è stato il capostipite di un’attività che, dal padre Angelo alla mamma Giovanna alle sorelle Linda e Alice (rispettivamente fotografa e videomaker), ha continuato a diramarsi nel tempo. Attualmente sono tre gli studi fotografici che prendono il nome di “Attilius Photo Graphic Studio” e si trovano in tre stupende località pugliesi come San Michele Salentino, Ceglie Messapica e Ostuni. Viene prima il sorriso e poi Arish che colpisce per la sua verve e l’esultanza nei confronti di vari aspetti della vita. Negli occhi ha la luce giusta per riprendere altra luce: è questo il segreto per la buona riuscita delle cose e Aristide sembra già conoscere questo meccanismo interno. Simpatico, brillante, versatile, solare, come si suol dire, per primo, “buca il video”. Accattivante, ma anche profondo e riflessivo, più che essere un attore in sé, ha preferito essere protagonista in altro modo, nei racconti di vita degli altri. Filmare, riprendere le storie, raccontare pagine di vita che diventano un gioco condotto dalla bravura e la straripante passione. Sì, perché poi, è proprio la passione a farti crescere e a farti diventare l’uomo o la donna di domani. Quando si ha una passione come quella di Arish, si può stare in bilico su uno scoglio a filmare il mare e un volo di gabbiani in cielo, attento a non cadere, ad avere, quindi, anche la responsabilità delle proprie azioni: ed è questo che fondamentalmente ci rende liberi: unire un certo rigore alla passione. Come libero è Arish, fresco e pulito come le onde del mare della sua bella Ostuni. Difatti ci confessa che ha voluto distaccarsi dall’ arte fotografica non per presa di posizione ma perché ha voluto seguire un’altra scia, appassionandosi alle immagini in movimento, a come la vita potesse diventare un film, appunto… Stupirsi di tutto e con tutto, meravigliarsi per meravigliare, emozionarsi per emozionare. Intelligente, entusiasta, appassionato, lineare nell’esposizione, si definisce un ottimista offrendo spunti di riflessione anche perché sono incontenibili le sue storie da filmare, come in una scatola che contiene oggetti preziosi e bisogna farli vedere prima o poi. Disteso tra la neve o perduto tra valli e città, le cose belle poi non possono essere viste soltanto dai nostri occhi ma dagli occhi di tutti. E questo Arish lo sa, ha fatto propria questa mission e continua a voler dare un senso a tutto ciò che fa, ma anche a tutto ciò che progetta, a tutto ciò che pensa. Continua a voler catturare i segnali, qualche dettaglio, continua a voler cogliere quel particolare che poi fa parte dell’ universale. Dai tratti mediterranei e dal sorriso accattivante, il suo risveglio è sempre attaccato alla sua telecamera o altri attrezzi per filmare il tempo del quale ha grande considerazione: i momenti preziosi possono arrivare sempre e ovunque. Di Arish piace il suo mordere la vita, il non lasciare niente al caso ma trovare sempre la parola chiave, il suo voler colmarsi di sguardi, il suo cammino in ascesa, il suo sguardo sul mondo. Complice del suo avvenire è anche la terra pugliese che crea il suo leitmotiv come un filo che cade dall’alto e che unisce tutti gli artisti e tutti coloro che vogliono vedere il bello nelle cose.

Chi è un videomaker secondo un tuo personale pensiero?

Un videomaker è colui che riesce a rappresentare un evento a livello spettacolare e che riesce a far emozionare attraverso immagini in movimento.

Perché non hai seguito la strada della fotografia come da tradizione familiare?

Naturalmente la fotografia è alla base della videografia ma quest’ ultima ha catturato maggiormente la mia attenzione. Un video è più “immersivo” ed è formato da venticinque foto al secondo. (ndr Nelle teorie contemporanee del cinema, con l’aggettivo immersivo si intende in generale quel tipo di stile cinematografico che tende a coinvolgere intensamente lo spettatore dal punto di vista percettivo).Quando si ha un formato di venticinque foto in movimento al secondo come anche cinque scene in cinque fotogrammi, perché accontentarsi? Per non parlare degli strumenti di lavoro come il drone quadricottero che offre una prospettiva differente dalla normale fotografia…Tutti questi motivi mi fanno amare e scegliere la videografia…

Quali fasi della videografia ti affascinano di più?

Oltre al montaggio e a curare la durata della scena, mi piace ed uso molto volentieri la tecnica del color correction. La color correction serve ad adattare i colori dell’immagine all’emozione del momento: i colori più rosei vanno a significare un’emozione più tenue, i colori intorno al blu sono più intensi, forti e infondono maggiore sicurezza. Sono anche molto interessato e affascinato dalla selezione della colonna sonora da dare al video e dallo stesso audio originale!

Quando hai intuito che avresti comunque voluto seguire le orme paterne?

-Sorride dolcemente con quella forma di devozione e gratitudine che si avverte e che non può che emozionare-. Ho iniziato a seguire mio padre per lavoro quando avevo otto anni. Quando doveva prestare il suo servizio in particolar modo ai matrimoni, io l’aiutavo portandogli le borse e gli attrezzi del mestiere. Mi piaceva guardarlo mentre scattava le foto o semplicemente mi piaceva ascoltarlo: da quel momento la mia curiosità aumentava sempre più…Fino a sfociare nella mia passione per il video. Avevo tredici anni e mio padre mi mise alla prova lasciandomi filmare una coppia di sposi, così, senza impegno… Ma con sua e mia grande meraviglia, il video piacque davvero! Da allora in poi non mi sono perso niente, ho voluto sperimentare, documentarmi, capire e restare aggiornato!

La spinta emotiva principale che ti ha permesso di iniziare questa strada?

Ho appreso la tecnica strada facendo ma devo dire che la voglia di emozionare era già dentro di me.

A che cosa hai lavorato di recente e…prossimi progetti?

Mi occupo di video per wedding. Ma ho anche realizzato film video per dei colleghi. D’ estate lavoro moltissimo soprattutto per il wedding, negli altri mesi dell’ anno mi occupo di pubblicità per aziende e video dimostrativi. Discostandomi dal tema cerimoniale, di recente, ho ripreso la festa patronale a San Michele Salentino con lo spettacolo dei fuochi d’artificio… Poi a breve sarò un pilota di droni! Un nuovo fenomeno che sta esplodendo per le riprese video aeree, una nuova evoluzione tecnologica e devo dire che non vedo l’ora di volare sulle città…sarà fantastico!

Intanto che cosa ti ha emozionato di questa festa di paese?

Sicuramente mi sono immerso in una prospettiva diversa, guardando il panorama dall’alto e potrei definire l’ emozione provata come un momento epico…

Che cosa ti piace del tuo lavoro?

Procurare emozione ma per farlo devo emozionarmi io in prima persona. Mi piace mettermi alla prova, stare insieme agli sposi, seguirli, scoprire angolature diverse, cogliere i particolari, momenti unici e veri, non standardizzati. Non mi piace uniformarmi, diversamente non potrei essere un creativo.

Se invece dovessi filmare dei sentimenti?

La libertà e dunque la libertà dell’ attimo in movimento…lo stupore, la spontaneità, la felicità…

Quale esperienza nel settore puoi elencare tra quelle più altamente formative?

La mia esperienza londinese presso il grande fotografo e maestro Pierre Lemond! Un’esperienza bellissima da ogni punto di vista: ho coabitato con ragazzi da ogni parte del mondo…

Quali sentimenti ti hanno trasmesso invece i tuoi genitori anche attraverso la lunga tradizione di famiglia?

Il senso di indipendenza, la correttezza, il rispetto, la passione e credere in ciò che si fa, mettercela tutta per realizzare i propri sogni…

Altre passioni?

La musica: ho suonato la chitarra, la batteria, il pianoforte. Amo viaggiare…

Un tuo sogno?

Andare in giro per il mondo a filmare coppie di sposi, dalla Russia alla Giamaica. Vorrei carpire l’emozione del momento in altre culture e portare la cultura del matrimonio pugliese all’estero!

Qualcos’altro?

Diventare un videografo apprezzato e richiesto e…comprare una casa in riva al mare in …Thailandia? Beh, diamo spazio ai sogni!

Un tuo motto?

Non ho la convinzione di essere il migliore ma la certezza che nella vita si può sempre migliorare.

Che cosa hai capito nel tempo?

Sembrerebbe un giro di parole ma ho capito di dare importanza al tempo, non bisogna sprecarlo e a nessuno dobbiamo permettere di rubarci il tempo e con esso…la felicità…

Per info: Arish Lodeto di Attilius Photo Graphic Studio: cell: 320/ 7559611

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