Tutta la storia umana attesta che la felicità dell’uomo, peccatore affamato, da quando Eva mangiò il pomo, dipende molto dal pranzo (George Gordon Byron). Quando siamo veramente felici? La felicità risiede nelle piccole cose e ne siamo spesso alla ricerca. Con l’arrivo della bella stagione, si è più propensi a volersi sentire in forma, a voler migliorare o a voler ricercare attimi di spensieratezza e serenità. Dà serenità la compagnia di un buon amico, un viaggio magari insperato, un buon libro che custodisce un messaggio o una risposta che aspettavamo da tempo. Ma dà anche serenità gustare un buon piatto, un buon cibo e una buona cucina. Non possiamo negare che il solo assaggiare, assaporare e mangiare possa restituirci un senso di benessere, di appagamento, di condivisione e gioia. Questo avviene quando il cibo diventa una filosofia di vita e non nutre soltanto il nostro corpo, ma accarezza il palato e le papille gustative fino a che sapori e odori ci conquistano, alle volte addirittura inebriandoci. Sì, il cibo buono fa questi effetti, insieme alla ricercatezza e raffinatezza dei suoi ingredienti migliori. Ma come avviene la distinzione di un piatto dall’ altro? Come si attua una differenza? Certo, la parola finale spetta sempre al commensale, al cliente, al degustatore. Abbiamo avuto il piacere di conoscere il giovane Francesco Capece, titolare della Locanda dei Feudi 2.0, Pizzeria Gourmet, nella località di Filetta di S. Cipriano Picentino. Se è vero che un luogo deve affascinarci già prima di raggiungerlo, i borghi dei Picentini, con il loro percorso naturalistico, invogliano ad essere scoperti, soprattutto in questo periodo, quando la natura si risveglia e dà il migliore spettacolo di sé. Tra noccioleti, castagneti, querceti, alberi di pesco e ciliegio in fiore sparsi qua e là nella valle, si arriva alla Locanda dei Feudi già carichi di aria salubre, con gli occhi pieni del verde incontaminato e lontano dal traffico cittadino. Ad accoglierci c’ è Francesco, e se è vero che il cibo è accoglienza, simposio, comunicazione, relazione sociale, incarna alla perfezione tutti questi sentimenti e stati emozionali. Francesco Capece è la simpatia fatta persona. E’ un giovane schietto, diretto, onesto, un ottimo comunicatore, uno che dice quello che pensa perché il suo lavoro gli restituisce quel senso di appartenenza e libertà di cui oggi non saprebbe fare veramente a meno. A ventisette anni, Francesco è uno che ottimizza il tempo. Anche nel giorno di chiusura del locale, dice che ha tante cose da fare. Certo, all’ età di Francesco la vita va mangiata in un sol boccone, anche perché si definisce un mangione…Non si aspetta, si ha la sana ambizione e voglia di crescere in un territorio, il nostro, fatto di sole, mare e monti, ma fatto anche di ragazzi che, come lui, sono ricchi di inventiva e buona volontà. Francesco ha la vivacità e l’umiltà di un ragazzo che si mette alla prova giorno dopo giorno e che accetta le sfide, pur consapevole che tutto ciò sia la strada migliore per crescere. I suoi occhi espressivi insieme al suo sorriso parlano da sé. Il suo modo di porsi trascina le persone verso il suo mondo fatto di buono e …di bello. Il bello della pizza? Oltre ad essere un’ottima pietanza, è anche bella a vedersi, come un quadro di pennellate dei più bei colori e Francesco, nella sua locanda, offre davvero molti quadri di pizza d’autore! Tutto in un locale, la Locanda dei Feudi, appunto, un posto accogliente, ben curato, rustico con charme, ricco di particolari che lo rendono “appetibile” per trascorrere un tempo sereno con amici e parenti.
Quando è iniziata l’avventura culinaria con La locanda dei Feudi che ti vede protagonista?
Più che di avventura, parlerei di partenza perché sono solo agli esordi…
Comunque ho iniziato a gestire questa attività dal gennaio 2016.
Hai sempre fatto il pizzaiolo o hai all’attivo altre esperienze di lavoro?
No, ho sempre fatto il pizzaiolo, ho iniziato sbirciando qua e là i segreti del mestiere in una pizzeria aperta tempo fa da mio padre insieme ai suoi fratelli…da lì ho iniziato ad appassionarmi e il legame che mi vincola al mondo della pizza sta diventando oramai indissolubile.
Da chi vieni supportato all’interno del locale?
Mi affiancano i miei genitori, mio padre Vito e mia madre Anella, poi lo staff è caratterizzato da altri giovani pizzaioli. Sono molto orgoglioso dello staff al completo con il quale cerco sempre di instaurare un buon rapporto: è anche questo il segreto del buon successo di pubblico di un’attività gastronomica!
Il nome del locale Locanda dei Feudi ha una denominazione 2.0 e, oserei dire, un sottotitolo che è Pizzeria Gourmet? Il significato di entrambi?
Sì, l’appellativo 2.0 è un termine spesso utilizzato oggi e sta a significare un mondo tecnologico avanzato e …Pizzeria Gourmet sta a significare un cambiamento da voler apportare al mondo della pizza, ossia una pizza che sappia di tradizione ed innovazione.
In che modo?
Gourmet vuol dire buon gustaio e fine intenditore di cibi e di vini… Si analizzano e studiano le farine e il topping, particolare farciture, tutto in maniera innovativa. O meglio, si parte dalla tradizione per studiare un modo innovativo di fare la pizza. L’ appellativo di gourmet deriva anche dall’ azienda Food & Beverage di Pompei che mi ha fornito i prodotti nel tempo…Tale azienda ha fondato una scuola di pizzeria gourmet con prodotti di alta gastronomia come la famosa farina Petra di grano tenero. Da questa azienda ho appreso tanto…difatti sono stato il primo allievo, ho lavorato per loro ed ecco perché ho pensato di fare mio il significato del brend!
“Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti”. Ci parli della pizza dai presidi Slow Food adottata da te presso la Locanda dei Feudi?
Noi della Locanda dei Feudi stiamo arrivando a venticinque presidi Slow Food e io sono in procinto di diventare socio! Intanto noi il sole lo rappresentiamo in un piatto, con qualcosa di molto prestigioso. La pizza dai 5 presidi Slow Food Italia: oltre al pomodorino Piennolo giallo e rosso “dop” del Vesuvio,
abbiamo le olive nere Caiazzane di Caserta,l’ aglio di Caraglio (piemontese), i capperi di Salina ( Isole Eolie), le nostre alici di Menaica (prodotto tipico di Marina di Pisciotta) e la colatura di alici di Cetara. Questa, ad esempio, è la pizza napoletana special!
Che cosa è per te la pizza?
Inutile dire che la pizza è cultura, tradizione, territorio di un popolo ma, per me, guardata dall’ interno, è quanto di buono ho fatto finora nella vita servito in un piatto!
Una pizza che sia salubre e digeribile a quante ore di lievitazione deve essere sottoposta?
Una pizza che si rispetti deve essere sottoposta dalle ventiquattro alle quarantotto ore di lievitazione.
La locanda offre altre portate?
Sì, offre anche gustosi e ricchi antipasti e pietanze di friggitoria.
La pizza più richiesta?
Non posso dare una risposta perché a dire il vero sono tutte richieste. Il cliente ama provare e cambiare gusto di tanto in tanto…La clientela è diventata molto esigente, magari guardano le foto sulla pagina facebook della locanda e mi dicono che vogliono esattamente quella pizza postata pochi giorni prima…
Pregi e difetti che ti riconosci?
Sono pignolo ma molto, molto socievole.
Che cosa fai nel tempo libero?
Non ho molto tempo libero e, quando ce l’ho, penso già al lavoro di domani…
Uno stacanovista…
Un’ attività commerciale non ti permette di fermarti per molto tempo…
Perché un potenziale cliente o turista dovrebbe venire a trovarti alla Locanda dei Feudi? Un buon motivo?
In un ambiente accogliente, il cliente avrà l’occasione di vivere un’ esperienza culinaria con prodotti di alta qualità. Non solo, avrà la possibilità di degustare prodotti accessibili alle sue tasche! Questa è la nostra filosofia culinaria!
La vita è … paragonala alla tua pizza preferita!
Una pizza margherita, tendenzialmente sono un persona semplice…ma aggiungerei la passata di pomodoro di Corbara e la mozzarella di bufala pugliese o la mozzarella di Agerola, (n.d.r. Fior d’ Agerola del caseificio Fusco)…
Per info Cell: 327/6779594