Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi, accettare conflitti e tensioni. Rinascere ogni giorno. Provare un senso di sé. ( E. Fromm)
Bisogna ascoltare la propria voce interiore perché sarà quest’ ultima a salvarci davvero, ad indicarci il cammino giusto da percorrere. Perché chi vuole essere una persona appagata, non ha che da individuare il proprio angolo di paradiso, ciò che veramente aiuta ad identificarsi, a stare bene con sé e con gli altri. E che sia spianata o meno, occorre seguire la propria strada, la propria vocazione ed attitudine perché questo ci porterà alla salvezza, ci solleverà dalle ansie della vita quotidiana e ci gratificherà a lungo. Un po’ come pensava il vecchio Socrate : “Chi sa come essere un uomo felice, sa anche come diventarlo ”. Proprio così, quando si vuole qualcosa, quando si avverte una passione crescente, inseguita e sognata, i frutti saranno presto visibili a tutti. Come nel caso di Patrizia Marcelloni, una donna curiosa, versatile, attenta ai segnali che la vita le mandava e le manda, una donna che ama sperimentarsi e soprattutto coltivare la sua passione riguardante la tessitura e il ricamo. E l’ intervista a lei rivolta, si snoda proprio come le trame di una tessitura, infilando parole e ricordi per estrarre una storia di mani, fili ed emozioni. Patrizia Marcelloni vive a Filottrano, tra Macerata ed Ancona, nella rinomata bellezza delle colline marchigiane e nella storia di arti ed antiche tradizioni. Usi e costumi che naturalmente si infiltrano nel territorio e nella cultura, in un modus operandi che ancora resta genuino ed incontaminato. Perché è così il vero lavoro delle mani insieme a un lavoro fatto di cuore e di testa. Come avviene nelle migliori collaborazioni. Sì, perché poi Patrizia unisce gusto, raffinatezza, tanto della sua ispirazione e concentrazione, tanto di sé da dedicare agli altri. Specializzata in tessitura e ricamo, arti antiche che profumano di romanticismo e lavori d’ altri tempi. Di epoche passate che continuano a voler vivere nel presente. D’ altro canto Patrizia ce la mette davvero tutta per preservare, tutelare e portare avanti queste antiche tradizioni. Difatti ricorda che quando era ragazza, scorgeva in ogni casa un telaio inserito un po’ come in un focolare domestico, un modo per sentire più da vicino una creatività antica quanto affascinante. Patrizia Marcelloni parla con entusiasmo ed una sorta di riconoscimento del suo lavoro di tessitura e del suo ricamo, spaziando dall’ una all’ altra tecnica. Ma anche della tecnica del macramè e del “nuno feltro”, una particolare tecnica per lavorare il feltro. Il ricamo, ci racconta, è una tecnica molto più complessa: Patrizia va dal punto antico allo sfilato siciliano al punto umbro. Fino alla tecnica delle sfilature, lì dove si crea una rete, la si ricopre e all’ interno si crea il disegno che si desidera. Anima laboriosa quella di Patrizia Marcelloni che invita donne giovani e meno giovani ad accostarsi alla tecnica della tessitura come al ricamo e a quant’ altro. Perché diventa fondamentale per una donna avere un proprio spazio che sia combaciante con il proprio lavoro e con il proprio senso creativo. Perché, poi, la creatività è qualcosa di insito, è qualcosa che si possiede ma che bisogna tirar fuori. Viene ad essere anche un modo per conoscersi, per nutrire la mente, per tenersi attivi ed impegnati fino al risultato finale. Anche perché realizzare un proprio manufatto che sia frutto di esperienza, sapienza e conoscenza nel tempo, non ha prezzo. Ecco perché Patrizia Marcelloni è molto vicina al mondo dell’ artigianato partecipando a fiere e ad eventi del settore ma anche prestando il suo operato attraverso corsi organizzati periodicamente e aggiornamenti continui. Ma ciò che colpisce della personalità della nostra artigiana e creativa d’ eccezione è la sua personalità: schietta, lineare e nello stesso tempo aperta al mondo. Legata a filo diretto con la sua passione che l’ ha vista crescere nel tempo, si immerge nel suo mondo dove, ispirandosi anche alle bellezze della natura, e spaziando dai temi floreali ai temi natalizi, è riuscita a ricavarsi la sua nicchia preziosa, un laboratorio che è una fucina di idee e creatività. Difatti ciò che trasmette Patrizia Marcelloni attraverso il suo operato è l’ educazione ai sentimenti, al rispetto, ai valori, a ciò che veramente fa bene e al cuore. Come un ricamo che è una lezione di vita, perché ricamare è ricamare la vita, dare armonia e bellezza. Come tessere i fili al telaio che vuol dire un po’ saper tessere i fili e le trame del nostro vivere quotidiano. Lì dove tutto deve essere intrecciato e teso in maniera tale da arrivare al quadro completo che è il nostro quadro d’ autore. Un modo per conoscersi, per connetterci con noi stessi e con l’ ambiente circostante. L’ importanza del lavoro scelto, della dedizione insieme alla qualità, e alla volontà di espressione conducono al sogno e al sogno di una vita.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Ho lavorato nel settore dell’ abbigliamento, un’ attività in proprio con mio marito…mi sono occupata per anni del controllo e della spedizione dei capi finiti, però la passione per il ricamo ce l’ avevo da ragazzina, quando studiavo applicazione tecnica alle medie, ero molto brava e appassionata…poi ho continuato a ricamare. E così ho avuto la fortuna di conoscere un’ insegnante di ricamo, Giuseppina Federici che teneva dei corsi dal lunedì al sabato a Jesi. Successivamente nel 2004 mi sono creata un laboratorio di tessitura e ho iniziato a giocare con fili, filati e colori. La mia insegnante di tessitura è stata Maria Giovanna Varagona che ha fondato il laboratorio “La tela” a Macerata, oggi Museo della tessitura. Tutto grazie ad una rete di contatti come “Feltrosa”, una manifestazione che si tiene a maggio in posti diversi e alla direttrice artistica Eva Basile, sono arrivata al feltro, mescolando le varie tecniche fino al macramè. Tutto ciò che è manualità e intreccio mi intriga e mi emoziona…
Materiale di utilizzo?
Il lino per il ricamo; per la tessitura utilizzo un po’ tutto: lino, canapa, seta, rafia… Per il feltro, lana merinos e lana cardata.
Che cosa ti emoziona del tuo lavoro?
Mi emoziona ogni volta che faccio una cosa nuova, mi emoziona l’ effetto finale, l’ inizio…organizzare ed impostare il lavoro. Quando inizio ho già tutto dentro la testa, poi realizzo il progetto. La manualità e la creatività mi emozionano particolarmente. Tutto questo mi ha formato il carattere, perché fondamentalmente è un lavoro di pazienza e precisione.
Qual è la tecnica che preferisci?
Il nuno feltro: si parte da una sottilissima seta o garza di seta come base, sopra ci si stende la lana merinos e con la tecnica dello sfregamento, aggiungendo acqua e sapone di marsiglia, le due fibre si uniscono. Prima si “massaggia” il capo e poi si rulla. Fino ad arrivare all’ infeltrimento.
Che cosa realizzi esattamente?
Cuscini, runner, tovagliette, tende; con il feltro realizzo babbucce, borse, sciarpe…
Prossimi progetti?
Oltre ai miei corsi di ricamo, parteciperò a settembre prossimo alla mostra Artigianato di Firenze e al Fashion in Flair a Lucca: a queste mostre mercato presenterò mie nuove creazioni.
Un tuo motto di vita?
Guardare avanti sempre e comunque!
Per info: cell: 348-0144042; pagina facebook Il laboratorio di Patrizia; Instagram il_laboratorio_di_patrizia