Silvia Tonelli, alla ricerca del piccolo mondo antico

Silvia Tonelli, alla ricerca del piccolo mondo antico

“Indipendentemente da ciò che crei, non è importante che tu dipinga o scolpisca, oppure che tu faccia il giardiniere, il calzolaio o il falegname. E’ importante che ti chieda: sto riversando tutta la mia anima in ciò che creo?” (Osho). In un’ epoca convulsa come la nostra, sembra non esserci molto spazio per gli antichi mestieri, per il gusto dell’ antico più che del moderno, per una volontà di ritornare ad avere in mano quei valori e virtù di una volta. Una saggezza antica che si fa fatica a riconoscere, presi come siamo da sempre nuove tendenze della moda, di trend che si impongono e che non ci lasciano il tempo di decidere. Sì, perché alle volte vorremmo anche decidere che cosa fare della nostra vita, che cosa possa davvero piacerci o allietarci il cuore. L’ artigianato senz’ altro sta scomparendo ai nostri occhi, l’artigianato vero, non quello conservato in tradizioni locali per nostalgia del passato. L’ artigianato che sia volontà di espressione e creatività ma anche ritorno all’antico, è una vera e propria attività lavorativa in cui gli oggetti utili e decorativi sono fatti completamente a mano o per mezzo soltanto di semplici attrezzi. Questo è il valore intrinseco della parola artigianato. Già questa sola funzione e finalità dovrebbe essere apprezzata, oggi, perché lavorare a mano viene ad essere un valore aggiunto, un’eccellenza, una prerogativa alta e degna di considerazione ed ammirazione. Ecco perché non si trovano tutti i giorni persone come Silvia Tonelli, una giovane donna che ha voluto seguire il suo istinto, calandosi in un piccolo mondo antico che si è cucito addosso con l’ ago e il filo della sua propensione ed interiorità. Silvia ha trentadue anni, ha tratti scuri e delicati nel contempo, è grazia e volontà, pazienza e determinazione. Originaria di Lucca, ha incarnato tutti i colori e l’ humus della terra: dal verde dei campi all’ocra delle colline: tutta l’ energia e la luce della splendida terra lucchese. Lavora da quattordici anni in uno studio legale, ma, quando può, si ritaglia il suo tempo per lavorare a “punto croce”. Un ricamo antico, una tradizione che fa scivolare tra le sue mani, un antico mestiere che le dona benessere in uno spazio intimo nel quale libera la sua fantasia e creatività. Silvia, bella e solare com’ è, ha un modo tutto suo di interloquire: sembra che suoni il pianoforte delle sue emozioni e, quando parla, aleggiano tutto il suo entusiasmo e la sua positività. Ascoltarla è un piacere non solo per il suo simpatico accento toscano, ma per le vibrazioni che emana la sua voce, con varie punte di diffuso romanticismo. Silvia Tonioli ha energia da vendere ed una passione infinita per il punto croce, attività o hobby, come dir si voglia. Tradizioni che sembravano scomparse, perchè appartenenti a simboli antichi fatti di colore, magia, suggestioni. Invece persone come Silvia tendono a riaccendere questo incanto, questa continua ricerca del passato che riscalda il cuore. Perché solo se si lancia uno sguardo al passato, a ciò che è stato, alla nostra storia, a come eravamo, si può scoprire il bello, il buono, il vero, la saggezza tramandataci dalle nostre nonne. Silvia, felicemente sposata da due anni con Marco, un apprezzato ingegnere, anche se magari torna a casa stanca dal lavoro, la sera, ha sempre nuove idee da mettere in cantiere per il suo “Laboratorio del punto croce”( questo il nome della pagina facebook che si può visitare). Silvia Tonelli è quella che si definisce una brava ragazza: ha sempre nuovi slanci, nuove fantasie e colori e quando ha in mano ago e filo si trasforma e, come si suol dire, le sue mani diventano mani di fata. Con ago e filo vuole cucire la vita, ricamarla, creare armonia, emozionarsi per regalare emozioni agli altri. E sembra proprio esserci riuscita, perché i suoi manufatti sono speciali e rispecchiano il suo stile fresco, allegro, pratico.

Ti piace lavorare in uno studio legale?

Dopo il diploma di ragioneria, sono stata selezionata per far parte dello studio legale dove oggi lavoro da quattordici anni …quindi, sì, mi piace il mio lavoro ma ho sentito il bisogno di spaziare e di dare vita e concretezza alla mia passione del “punto croce”.

Come è nata questa passione per il ricamo a punto croce? Per caso hai visto tua nonna che ricamava? Chi ti ha tramandato questa passione?

Credo che le passioni vengano prima anche sognate. Io quando penso al ricamo al punto croce lo sogno quasi, faccio bei pensieri… mi rilasso. Ho visto mia nonna Clara che lavorava ai ferri e al punto croce: i suoi manufatti li trovavamo sotto l’albero di Natale… Mia mamma Giuliana lavora tutt’ oggi al punto croce e realizza quadri molto belli, poi una mia amica, appassionata anch’ella, mi ha spinto ad iniziare a “confezionare i miei sogni”. Un attività che mi porto dietro e che è nel mio dna, un istinto al quale non posso sottrarmi…

Le tue primissime creazioni?

Ho iniziato due anni fa a cucire l’iniziale del mio nome su tela bianca e poi le iniziali del mio nome e di mio marito Marco sugli asciugamani.

Un tuo pensiero sull’artigianato oggi?

Purtroppo oggi da parte dei giovani si è persa questa vocazione all’ artigianato. Si ama la stereotipazione e l’omologazione, le cose tutte uguali, la moda che uniforma, senza dare spazio all’unicità e all’ originalità, a discapito dell’identità, di un ritorno all’antico, agli antichi mestieri che non possono che aiutare in un contesto di crisi economica odierna. Io compro i filati nelle botteghe artigiane, è anche un modo per confrontarmi e scoprire l’ arte e i segreti di una volta…

Che cosa ami di Lucca e quali sono i colori della natura circostante? In qualche modo questa città stimola la tua creatività?

Prima di sposarmi, ho abitato in una casa tra il verde dei prati e l’ocra delle colline. Un tripudio di colori e profumi a primavera. Di Lucca, che è ricca di storia, amo il centro storico entro le mura, le cattedrali e l’atmosfera che si respira durante le feste patronali, il buccellato, il dolce tipico, la natura poco distante dalla città. Il 2 luglio si festeggia S. Paolino e il 13 e il 14 settembre Santa Croce, ossia il Volto Santo di Gesù. La città si riempie di passanti e turisti. Le botteghe e i negozi si accendono di luminarie…Sì, Lucca con le sue suggestioni, stimola molto la mia creatività e fantasia.

Che cosa intendi trasmettere attraverso il “Laboratorio del punto croce”, ossia la tua pagina facebook?

Attraverso le immagini dei miei manufatti, intendo trasmettere l’ originalità, l’unicità, la particolarità di un prodotto fatto a mano. Certamente è un modo per rendere noti i miei progetti e le mie idee e per comunicare, in un confronto diretto con il pubblico. Certo, il mio sogno è che questa passione possa un giorno diventare il mio lavoro…

In particolar modo quali sono i manufatti che proponi?

Mi sto dedicando al mondo dell’infanzia: quindi prediligo e realizzo bavaglini, lenzuolini ma anche capi per arredo bagno come accappatoi ed asciugamani.

Un tuo sogno a punto croce?

Beh, magari dei cuscini di ogni dimensione per salotti rustici, perché il punto croce ha un non so che di country chic.

Quando ti dedichi alle tue creazioni?

Nel tempo libero, nel weekend, di sera dopo il lavoro…

In che cosa consiste il ricamo a punto croce?

Il ricamo a punto croce consiste nell’ infilare degli aghi senza punta attraverso una tela detta “aida”, ossia piena di sottilissimi buchi al fine di comporre un disegno già scelto in precedenza. Ogni filo racchiude tre fili, quindi maggiore sarà la quantità di filo utilizzato e maggiore colore avrà il disegno o la figura prescelti. La prerogativa, naturalmente, è la x infilata alla perfezione…

Che cosa è per te il ricamo in generale?

Mi piace la manualità, il prodotto manuale mi fa stare bene al tatto e alla mente più di qualsiasi altro prodotto commerciale. Da un anno e mezzo mi cimento nel ricamo a punto croce e mi sento come realizzata. Il momento più bello è quando mi ritaglio un po’ di tempo insieme al mio gatto Ettore che si diverte a sfilarmi le matassine colorate per tutta casa…

Per te l’artigianato è …

Ricerca, conoscenza profonda, curiosità, unicità, valore.

Altre passioni?

Amo il ballo, la ginnastica artistica, la musica, mi piace stare all’ aria aperta soprattutto in questo periodo primaverile… che dire, ho lavorato a punto croce seduta sull’erba di un prato, tra i profumi che la terra emana e una distesa di margherite…per me è il massimo del benessere psicofisico!

Oltre all’ago e al filo, un altro oggetto tutto al femminile dal quale non ti separeresti mai?

La borsa, noi donne nella borsa portiamo dietro un mondo…

Pregi e difetti del tuo carattere?

Mi riconosco la semplicità. Penso di essere una persona seria, volenterosa, precisa ma anche pignola, poi non saprei…

Lo chiediamo a chi ti conosce meglio, magari a tuo marito?

Sì, chiediamolo a lui! -dice entusiasta e sorridente-.

-Il marito Marco la dipinge con queste parole e appellativi: dolce, affettuosa, disponibile ma anche diplomatica, meticolosa e riflessiva, al contrario suo, più pragmatico. Ma poi parla della moglie come di una persona che è riuscita a trovare il bello dentro di sé, nella sua anima e questo, detto da chi ama, è davvero un bel complimento!-

Che cosa provi quando ricami? Si tratta quasi di un atteggiamento freudiano, vuol dire per te ricamare la vita?

Credo di sì, sembrerà stano ma la mia è una filosofia di vita. Amo le cose semplici e questa passione ne è l’ emblema. Mi piace emozionarmi per emozionare. E soprattutto amo l’armonia, quindi magari in questo modo prendo il bello della vita. Da noi si dice: “tenere le barche pari”, ossia cercare sempre di trovare pace, accordo e armonia con il resto del mondo, con le persone e con tutto ciò che ci circonda!

Per info: Silvia Tonelli: pagina facebook: Laboratorio del punto croce

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