Elisa Formicola e Aquarubra, il vetro come l’acqua

Elisa Formicola e Aquarubra, il vetro come l’acqua

Forse ogni tanto dovremmo vivere come sonnambuli per sfuggire alle cattive malinconie che ci portano sulla brutta strada, tenere per mano ben stretti i nostri sogni e spassarcela con loro, con in mano una bella birra di stelle a doppio malto. E poi d’ improvviso incontrare qualcuno nella mezzanotte dell’anima che ci svegli con una candela, senza paura della nostra reazione. Che ci regali il boccale di un progetto ad alta fermentazione, non ancora pastorizzato, grezzo come l’ingenuità non ancora sobria del disincanto… (Massimo Bisotti-La luna blu). Bisogna avvicinarsi ai sogni perché i sogni prima o poi si avverano, le combinazioni si trovano, le pozioni magiche si mescolano e tutto si fonde per creare bellezza ed incanto. Talvolta capita che le storie vanno incontro ai sogni e viceversa, come una catena che si riannoda facilmente. Tutto questo perché l’ uomo è sempre artefice di se stesso e delle sue storie e ha comunque il potere di dare una bella virata alla sua barca in mezzo al mare, di starsene a guardare la soffitta di stelle e aspettarne qualcuna cadere. Soprattutto per gli artisti, per quelle persone libere di andare, tornare, riandare per poi ritornare, il sogno sa di libertà, di frammenti di tempo da custodire e valorizzare. La vita può essere un viaggio meraviglioso solo se lo vogliamo e crediamo nelle storie che noi stessi ci raccontiamo per primi. Ad esempio una bella storia di vita e di arte è senz’ altro quella di Elisa Formicola e della sua famiglia. Sì, perché le belle storie nascono dagli incontri fortunati, dall’ amore, da un progetto comune e dal guardare nella stessa direzione. Quando il progetto è quello vero, quello autentico per cui vale la pena vivere, le gambe si muovono da sole, si sente come un brivido che ti attraversa dalla testa ai piedi e le mani si aprono per dare materia ai sogni e a tutto ciò che si è pensato. E’ successo qualcosa di molto semplice: è successo che un uomo e una donna si sono incontrati, si sono innamorati e hanno voluto provare a creare qualcosa di bello. Hanno voluto portare con loro la valigia dei sogni che una volta aperta ha rivoluzionato la loro esistenza, ma naturalmente quando si crede in qualcosa, niente è impossibile. Ed è così che Elisa Formicola racconta con toni accesi ed entusiastici un’ impresa di famiglia che ha appunto origine da un’intuizione del papà Rosario e della mamma Monica Carella. I due si sono innamorati e insieme hanno aperto il loro primo laboratorio del vetro. Successivamente l’incontro e la passione per questa attività è durata nel tempo fino a mettere su un laboratorio in un casale della campagna viterbese dove vivono e lavorano instancabilmente. Il nome dato all’attività che riguarda il campo del vetro artistico e quindi della tecnica della vetrofusione è Aquarubra, un nome poetico, una mistura di forza e delicatezza insieme, un nome che fa sognare, appunto. Intanto oggi Elisa Formicola lavora in una bottega nel centro storico di Viterbo continuando in maniera indipendente l’ attività di famiglia insieme a suo fratello Lorenzo. I rispettivi punti vendita sono dislocati tra Palinuro, Maratea e Scario, tra queste incantevoli località di mare che hanno scelto perché amanti del mare e delle sue bellezze. Difatti emblema di Aquarubra è la meravigliosa medusa di vetro, materiale questo che si plasma fondendosi e regalando sorprese per prima alla famiglia Formicola che da anni lo lavora con dedizione, cura e passione infinite tra tradizione ed innovazione. Gusto, raffinatezza, eleganza sono costanti oramai acquisite e trasmesse nel tempo. Elisa apre e sfoglia il libro di famiglia ripercorrendone tappe importanti e i passaggi di una crescita non solo di marketing ma anche emozionale. Perché tutto nasce all’ interno di noi stessi, dove esiste appunto quel fuoco sacro che apre le strade all’arte e alla creatività in generale. Elisa ha trentacinque anni, è una donna dalla forte personalità e spiccate doti comunicative, una che “non le manda a dire”, diretta, autentica, trasparente come il vetro che ha tra le mani e che riflette anche luci diverse. Una persona in continuo movimento, Elisa è pensiero e azione. Esuberante, simpatica, empatica, iperattiva, intelligente, versatile, autonoma, dà la sensazione di voler mordere la vita e di guardarsi intorno per afferrare quanto c’ è di più bello. Sembra custodire uno spirito nomade poiché dà forte senso ed importanza al sentimento di libertà, libertà per agire e per trovarsi in luoghi diversi, per creare, per imparare, sognare, per continuare un percorso che le restituisca emozioni profonde insieme a nuovi concept da studiare e nei quali riconoscersi. Questo per poi regalare agli altri altrettante emozioni. Prodotti, oggetti fatti con le proprie mani e la propria testa. Elisa viaggia con i pensieri e le azioni in mare aperto come su una grande zattera che è la sua volontà e passione. Si ferma solo per riprendere fiato per poi continuare il cammino imperterrita. La materia scelta per questa avventura artistica è dunque il vetro, un elemento che, trasparente come l’acqua, è in continuo mutamento, un costante “panta rei” sulle cose e nel mondo.

Quanto sei contenta della strada intrapresa nel campo dell’artigianato del vetro?

Contentissima, davvero, anche se all’ inizio ossia verso i diciotto anni non pensavo di scegliere questa strada…

Che cosa o chi ti ha fatto cambiare idea?

In realtà mi ha fatto cambiare idea e mi ha illuminata proprio una amia amica che veniva a bottega dai miei genitori ad apprendere il mestiere della lavorazione del vetro. Io ho studiato presso l’ Istituto d’arte di Orvieto quindi il mondo dell’arte mi ha sempre appassionata ma pian piano mi sono avvicinata all’attività dei miei genitori proprio perché ne vedevo soltanto l’ aspetto faticoso e sacrificato tant’è che si lavorava fino a tarda sera.

Ci racconti la storia dell’attività di Aquarubra che oramai da anni si occupa di “glass art”?

Negli anni ’80 mio padre Rosario Formicola insieme a mia mamma Monica Carella ha messo su Vetrò, una bottega per la produzione di vetrate artistiche. Nel 2000 ha preso poi il nome di Aquarubra, inserendo anche la produzione di gioielli in vetro e altri complementi di arredo quali lampade da tavolo, piatti, insieme a pezzi unici…Diciamo che la protagonista principale, colei che ha dato l’ input alla nostra attività è stata mia madre…Venti anni fa a Roma esistevano scuole di eccellenza, officine importanti all’interno di aziende che si occupavano della produzione di vetrate per chiese e cattedrali. Una di queste era la famosa azienda “Vetrate d’ arte Giuliani” tuttora operante nel settore. Qui mia madre, persona appassionata e zelante, si è formata sul campo. Poi ha conosciuto mio padre il quale oltre ad essersene innamorato, ha voluto seguirla anche sul lavoro apprendendo proprio da lei l’arte della lavorazione del vetro. Dunque la loro unione nella vita come nel lavoro ha fatto sì che l’attività crescesse fino poi ad arrivare a coinvolgere sia me che mio fratello Lorenzo che ora come ora siamo completamente presi ed altrettanto innamorati di questa attività particolare, stimolante, impegnativa quanto pregiata…

Che tipo di attività è la vostra e quali sono le tecniche principali?

Da premettere che l’arte del vetro è in continuo divenire, c’è sempre tanto da imparare e riserva sempre delle sorprese…La caratteristica principale di questa attività è sicuramente la precisione assoluta: dopo aver progettato il disegno, non si può assolutamente sbagliare sulle misure, tutto deve coincidere con i vari tagli fino all’ ultimo pezzetto di vetro… Per quanto riguarda le tecniche, mio fratello Lorenzo si occupa della lavorazione a lume oltre che della più comune vetrofusione. Prima si pone la canna al calore di una fiamma orizzontale poi la si modella. Attraverso la modellazione del vetro si possono creare sculture come pendenti, anelli o monili. La miscela di gas e aria permette di ottenere decori più delicati, data la più bassa temperatura, tipici del vetro di Murano. La vetrofusione invece permette di creare svariati oggetti e opere utilizzando diversi tipi di materiali: la lastra piana può assumere, ad alte temperature, una infinità di forme. La vetrofusione permette di produrre vetrate, oggettistica, bigiotteria con moltissimi interventi di tipo pittorico.

Ci sono delle regole da rispettare relative a questo mondo empirico?

La compatibilità e il rispetto. Nella prima regola, non si possono mischiare vetri diversi tra loro, ad esempio un vetro di Murano con un “vetro cattedrale”, nella seconda regola vige il rispetto dei tempi di fusione.

L’ origine di questo affascinante nome che è Aquarubra?

I miei genitori hanno scelto un nome che gli apparteneva… Un bel giorno hanno deciso di trasferirsi da Roma a Viterbo in una casale di campagna che hanno poi adibito a laboratorio e dove oggi si tengono anche dei corsi specifici. All’ interno del laboratorio diventato negli anni un vero e proprio studio d’arte caratterizzato dalla sperimentazione e dalla ricerca costante, lì dove ci si occupa principalmente di vetrofusione, grisaglia e vetrate e piombo… Il nome Acquarubra deriva dal nome Acquarossa, una località vicino Viterbo dove si trovano le sorgenti dell’ Acqua Rossa e sta ad indicare il colore del fuoco che durante la lavorazione diventa incandescente…

L’ emblema di Aquarubra?

Si tratta di un pezzo unico, un oggetto d’ arte che rappresenta la medusa, una scultura luminosa in vetro su travertino bianco. Nel tempo divenuta simbolo perché mio padre è un amante del mare oltre ad essere stato “baciato” proprio da una medusa…

Tu invece lavori il vetro in una bottega nel centro storico di Viterbo… all’ interno di Aquarubra, in che cosa vi differenziate tu e tuo fratello Lorenzo?

Proprio la mia bottega dove perlopiù al mattino creo e il pomeriggio espongo i miei pezzi, mi dà l’ ispirazione giusta. Si trova nel cuore del centro storico di Viterbo con intorno tutta un’ambientazione medievale. La bottega mi aiuta a liberare la mia fantasia, mi sento libera di creare ciò che voglio… Amo ricercare altri materiali: utilizzo il vetro, la pelle, il cuoio, il pvc, la plastica. Ho realizzato collezioni molto forti e decise come maschere per il volto… Diciamo che all’ interno della nostra famiglia che è una famiglia unita e indipendente nel contempo, permane un “egoismo artistico” se così si può definire: siamo tutti liberi di creare e produrre i nostri concept e ciò che più ci piace. Io e mio fratello Lorenzo siamo molto più vicini al mondo del design, questa è una nostra inclinazione ma pur essendo spiriti liberi e con idee diverse, in famiglia ci amalgamiamo bene nel rispetto e nella stima reciproca…

Vogliamo ricordare i punti vendita Aquarubra?

Oltre a Viterbo, Aquarubra è presente a Palinuro, Maratea e Scario, bellissime località marine scelte appositamente dalla famiglia Formicola che nel periodo primaverile ed ed estivo si divide per raggiungere queste mete ogni anno…

Dal momento che Aquarubra ospita designer e artisti vari, ti piace pensare che sia un po’ una sorta di polo artistico o museo dell’artigianato?

Mi piace pensarlo e mi sto attrezzando perché possa essere sempre più una realtà. L’ idea è stata già realizzata a Scario e si concretizzerà a breve anche a Viterbo. Ho ospitato finora artisti come Irene Servillo, illustratrice napoletana, Maddalena Vitiello, illustratrice umbra, Emanuele Leonardi, artista molto in auge, famoso per il suo “gioiello narrativo”…

Prossimi progetti?

Tra i prossimi progetti, ho in mente un’ esposizione a Napoli firmata Aquarubra sul mondo di pesci e meduse…

Invece un sogno da volere realizzare?

Un viaggio a New York con mio figlio Niccolò e magari fare qualche esperienza del vetro in qualche scuola americana.

Sogni a colori o in bianco e nero?

Mi piace vestirmi di nero ma sogno a colori, decisamente.

Un tuo motto?

Ricomincia da ora!

Per info Pagina Facebook Aquarubra; Elisa Formicola cell: 328/8064445

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *