“La domanda fondamentale è infatti: qual è lo scopo della vita? Diventare più umani o produrre di più?” (Erich Fromm).
Aprirsi al mondo, come i petali di un fiore, piano, poco alla volta, aprirsi a ciò che può succedere di bello e meno bello. Senza precludersi niente, mettendosi alla prova continuamente. Solo in questo modo ci si può conoscere dal profondo. Come profonde sono le radici degli alberi ai quali avvolgere le nostre emozioni. E quel scendere in profondità non può che ripagarti. Se tu non prendi in mano quel foglio di carta, non saprai mai scrivere, se tu non afferri al volo quel sorriso, non saprai mai sorridere, se non salti nel blu e nell’ infinito, non saprai mai se riuscirai a volare. E se non sogni, non saprai mai come si potrà vivere. Perché c’ è sempre l’ altra faccia della vita che è quella dei sogni, c’è sempre quella catena che non vuole interrompersi. C’ è sempre lo sguardo che arriva al cuore e il cuore che arriva allo sguardo. La vita è un insieme di eventi e concatenazioni, sfumature, anche contraddizioni, ma è sempre un insieme di respiri, sospiri e battiti che si susseguono a luce alternata. Bisogna avere il coraggio di scoprire la propria luce interiore, questo ci permetterà di sentire il silenzio dopo il rumore, la distensione dopo la tensione. E dopo quel lungo cercare, ascoltarci, seguirci, assecondarci, comprenderci, ci troveremo a star sedute sui gradini di una cattedrale, con le ginocchia al petto e scopriremo quel girasole che ci guarda da lontano. Sarà come un battito di ciglia, un volo d’ali che ci accarezzerà il viso e il cuore, sarà come sognare i sogni di bambina e riprendere in mano le redini della nostra vita. E dopo una bella chiacchierata con noi stesse, dopo aver ascoltato i rintocchi di quella campana in lontananza, chissà perché e per come ma ci scopriremo diverse. E ringrazieremo i giorni, ci inchineremo alle ore e ai minuti perché la nostra vita avrà acquistato un senso nuovo, un nuovo raggio di luce. E da qui non ci farà più paura scoprire terreni diversi, non ci farà più paura avere quella parte di noi che avrà messo radici profonde. Anzi ringrazieremo la nostra luce insieme a quella nostra propositività e voglia di farcela che ci avrà reso persone nuove, sensazionalmente uniche. Come sensazionalmente unica è Federica Fazi, una donna che vuole sentirsi anima più che materia, essenza più che apparenza. Una donna che deve ringraziare soprattutto se stessa. Per aver colto al volo sensazioni ed emozioni, per essere riuscita a cavalcare tutti gli eventi, come in una concatenazione di causa ed effetti, come nel voler essere padrona del suo tempo. Ecco che cosa ci piace di Federica detta Chicca, ci piace il suo spirito di libertà, l’ aver seguito il suo istinto come un cane segugio, l’ essersi capita, compresa, assecondata. L’ aver voluto assaporare i giorni, ottimizzando il tempo, se anche attraverso incontri e strade casuali. Federica non ha voluto decidere niente ma ha fatto decidere alla vita. Si è abbandonata agli eventi come una foglia che galleggia placida sull’ acqua del fiume, avendo poi il coraggio di attraversare la corrente, tra ripide, discese e risalite. La sua forza è stata ed è quella di credere nell’ essenza più che nell’ apparenza, di essere sostanza più che materia ed involucro. Piace di Federica l’ aver dato importanza ai sentimenti e ai valori veri, quelli che oggi continua ad insegnare ai suoi figli. Federica Fazi, alla soglia dei suoi cinquant’ anni, è sempre più una donna libera, autonoma e può dire di non essersi fatta mancare niente. Questo grazie alla sua voglia di esplorazione, curiosità e vivacità culturale. Oggi ha acquistato una nuova consapevolezza anche grazie al suo spirito votato all’ indipendenza non solo economica ma interiore. Federica vive a Firenze ed è felicemente sposata con Luca, di professione odontotecnico, uno spirito libero anche il suo, un uomo che l’ ha aiutata con intelligenza a crescere e ad estrinsecarsi. Federica ha due figli rispettivamente di ventitrè e venti anni, Andrea e Virginia. Pur essendo figli dei tempi, ha cercato di impartire loro le migliori lezioni di vita, di quella vita che va vissuta nella libertà, nel rispetto e nel valore delle cose. Ciò che affascina di Federica è la sua personalità in continuo divenire, il suo raccontarsi come se leggesse la pagina di un libro, il suo. Ecco, il voler rivedersi nelle sue tappe per prima per continuare a sentire l’ humus, le profondità della terra, la verità, la sapienza nella sua apertura al mondo. Libera, profonda, versatile, coraggiosa, intraprendente, istintiva, ricettiva, estremamente consapevole dei suoi passaggi interiori ed esteriori poi, ha sentito sulla pelle tutto il calore del suo percorso lavorativo ed artistico. Fino a fermarsi su quei famosi gradini e fare poi quel balzo in avanti, fino a prendere quella decisione che parte dal suo puro istinto creativo. Oggi Federica è fiera di presentare il suo progetto che prende il nome di Lachiccafioraia gioielli, un punto di arrivo, il suo punto luce, la sua risorsa in più. Il nome dello stesso brand di gioielli è appunto il sunto di tutto il suo percorso di donna, una donna che ha saputo sognare, lottare, amare. Difatti Federica le ha sperimentate tutte: dopo aver lavorato nel negozio di famiglia, ha voluto imparare il mestiere di estetista, poi di truccatrice teatrale, poi ha iniziato a disegnare…Successivamente ha iniziato a lavorare nelle pubbliche relazioni, fino a lavorare a fianco di suo marito curando il lato commerciale. Ma i suoi occhi vagavano sempre più alla ricerca di qualcosa o qualcuno che potesse colmare la sua grande sete di conoscenza. E così, ricettiva qual è, ha iniziato a scoprire il mondo della cera persa e a lavorare i metalli, fino ad arrivare a collaborare nel negozio di un amico fioraio. Il mondo dei fiori l’ ha completamente conquistata perché qui ha finalmente capito di voler sentirsi essenza più che apparenza. Di voler sfogliare i giorni come si sfogliano i petali di un fiore, fino a comporne luce in un gioco artistico e creativo che poi l’ ha condotta ai suoi gioielli e a Lachiccafioraia gioielli. Ha iniziato a sentire le mani tremare di emozioni vicine e di ricordi lontani. E dai fiori si arriva ai gioielli e dai gioielli ai fiori perché quando si vuole celebrare la bellezza e con essa la creatività, tutto diventa possibile.
Raccontati liberamente…
Credo di essere una donna molto fortunata, innamorata di mio marito, dei miei figli e della vita. Una vita che mi ha regalato sempre momenti molti intensi, felici quanto tristi…come tutti del resto. Non è sempre facile, a volte ci si sente soli e vulnerabili, ma ho sempre cercato di vivere il tutto con tanto cuore e fiducia. Amo le persone, la storia che hanno da raccontare. Amo la natura, gli animali, il mare, le gite in barca a vela. Amo i silenzi, il coraggio di chi non ha paura di piangere o di ridere. Amo la vita vera.
Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?
Il rispetto, il valore delle cose, l’ amore…Oggi ai miei figli cerco di insegnare ad essere più che ad apparire e devo dire che stanno venendo su bene, sono figli dei tempi, esseri in evoluzione, certo, ma sono anche persone vere e ricche di contenuto e mi piace pensare che sia un po’ anche merito mio…
Come si delinea il tuo percorso lavorativo ed artistico e quando nasce poi Lacchiccafioraia gioielli?
Dopo l’esperienza lavorativa nell’attività di famiglia, mi sono addentrata nel settore estetico e precisamente in quello del trucco teatrale. Mi piaceva “impiastricciare” le facce della gente e trasformarle, questo il mio primo incontro con la creatività. Poi mi sono lasciata affascinare dal mondo del disegno e dalla pittura quando mio marito mi regalò un cavalletto e così era abbastanza chiaro per me il bisogno di esprimermi e comunicare attraverso una qualsiasi forma d’arte. La vita però mi richiamava alla realtà …quindi ho avuto diverse esperienze in aziende come figura commerciale fino alla nascita dei miei figli. In quel momento è cominciato per me un nuovo capitolo di vita, tutto da scoprire. Ho avuto la fortuna di potermi fermare un attimo, lasciare un lavoro che mi teneva troppo lontana da casa, e assaporare un bel po’ di cose, sensazioni uniche che non possono che arricchire l’anima. Poi con il tempo, man mano che i bimbi crescevano, ho cominciato ad aiutare mio marito, odontotecnico, curando la parte commerciale del suo lavoro. Lì, gironzolando e osservando, si è aperto il primo spiraglio, la prima sensazione di meraviglia nel vedere alcune fasi di lavorazioni del metallo, la modellazione a cera e la fusione a cera persa. Il vedere qualcosa che nasce e prende forma dalle proprie mani è qualcosa di incredibile, un viaggio che può davvero portarti in una dimensione di cui difficilmente poi potrai fare a meno. La svolta decisiva poi è arrivata con l’opportunità, assolutamente casuale, di aiutare per un breve periodo, un fiorista …Il mondo dei fiori, le loro forme, mi affascinarono sin da subito e così mi avvicinai per curiosità anche al mondo della ceramica per poter presentare le composizioni complete di un design che mi soddisfacesse…e lì ho scoperto il mondo delle cotture e della smaltatura… Arrivai al mio primo evento in cui presentavo le mie creazioni. Cosa vendetti di più? Dei piccoli gioiellini che avevo fatto con degli avanzi … Una volta messi insieme i pezzi del puzzle e le conoscenze ottenute in entrambi i settori…è nato il mio brand. Ecco come nasce la chiccafioraia gioielli…da coincidenze, strade intraprese per caso o per istinto, da tanta umiltà nell’affacciarmi in mondi che non conoscevo e la curiosità di dove mi avrebbero portato, dalla mia voglia di non fermarmi, di crescere e misurarmi. Dal sapermi fermare un attimo, ascoltare quello che sentivo davvero e il coraggio di riavvolgere il nastro e ripartire quando non ci si sente soddisfatti, incompleti.
Materiali e tecniche utilizzate?
Ottone, argento, rame, bronzo sono i materiali preferiti, poi il filo, la lastra, la fusione a cera persa, sono le tecniche di lavorazione. Realizzo anche qualche pezzo in 3D, ad esempio l’ anello con foglie ed orchidee, scannerizzo la foglia, faccio lo stampo in resina e poi fondo con il metallo. Naturalmente amo di più il fatto amano, modellare a mano dà più soddisfazione, la lavorazione in 3D è una concezione più moderna, comunque sia, non compro niente dalle aziende, realizzo tutto a mano, a meno che non siano pietre- sorride-.
Che cosa realizzi esattamente?
Ciondoli, orecchini, anelli, collane, cinture, bracciali…
Che cosa ti emoziona veramente e qual è la tua fonte di ispirazione?
Adesso sono in un momento di riflessione. Sento la necessità di esprimermi e lo faccio creando un gioiello… Devo dire che mi viene in mente un’ immagine impressa: sin da piccola mi hanno affascinata le luci accese nelle case della gente…Ho sempre avuto la curiosità di sapere che cosa ci fosse nelle case insieme alle emozioni e alle storie che girano nelle case e negli oggetti che si portano dietro le persone. La luce è la persona che sta dentro la casa! Questo mi emoziona e ispira ancora e poi per me creare è prolungare il più possibile una continuità, una connessione con gli altri, è bellezza nel manifestarsi agli altri per quello che si è! Per me creatività è libertà, la possibilità di ascoltarsi. Penso di essere una donna libera, sensibile, istintiva, una donna che ha deciso di vivere appieno la vita e così ho scoperto anche di essere coraggiosa…
Un tuo motto di vita?
La vita è un po’ come una tela vuota che ognuno di noi ha la libertà e il diritto di riempire e colorare come sente e crede, questa è la magia che può fare la differenza per essere felici!
Per info: 333-1381190; pagina facebook Lachiccafioraia gioielli