Daniela Rubolini, quando si guardava Venezia dalla finestra…

Daniela Rubolini, quando si guardava Venezia dalla finestra…

Creatività è solo un altro nome delle normali attività. Qualsiasi attività diventa creativa quando chi la svolge ha cura di farla bene, o meglio. ( J. Updike).

 

Tutto torna e stiamo a guardare quella girandola colorata che si muove al vento. La vita è un continuo susseguirsi di eventi e sin da piccoli si delinea un po’ il nostro percorso.  Una strada tutta in discesa prima e una strada da salire poi.  Ma se si hanno buone basi, se l’ infanzia e l’ adolescenza è stata costellata da insegnamenti e sani valori e lezioni di vita, si è ad un passo dalla serenità che può condurre ad uno stato di benessere  che si protrarrà nel tempo. E ci porteremo sempre dietro quella ragazza, quell’ adolescente che sgranava gli occhi sulle cose del mondo e che cercava di capire misteri e meccanismi della vita. E ci porteremo dietro quella bambina che giocava  e modellava  il pongo e riusciva persino a fabbricare idee che le sembravano così grandi e belle da doverle comunicare alle altre bambine. E ci porteremo dietro, con sguardo sognante, quella ragazza che frequentava i suoi meravigliosi anni di liceo, quando dipingeva con il cavalletto e…quando  tutti insieme si guardava Venezia dalla finestra…Tutto ciò non può che restare indelebile nella nostra memoria e ciò che si è vissuto diventa quel bagaglio di emozioni da portare dietro fino ad aprire davvero la nostra valigia dei sogni. Perché la vita va vissuta così, in un continuo ascoltarsi, esprimersi, conoscersi.  Fino a buttarsi  a capofitto nei sogni che non ti tradiranno mai. Perché saranno sempre sulla soglia ad aspettarti, come una mamma che aspetta suo figlio quando torna da scuola e lo accarezza, accarezzando anche i suoi sogni… E sarà proprio la bellezza interiore così concepita ad indicarci un cammino nuovo, un cammino che si fonda sulla sperimentazione e la voglia di mettersi in discussione e di crescere. Come è accaduto a Daniela Rubolini, una donna di cinquantotto anni, una donna che ha seguito sempre il suo istinto e che non si è tradita mai. Pur percorrendo anche strade diverse, è tornata a voler vedere quella girandola colorata che si muove al vento. Perché Daniela non sa stare un solo attimo ferma  senza la sua creatività, non sa stare ferma senza pensare alle sue paste polimeriche. Una creatività che ha scoperto e riscoperto perché le è sempre piaciuta la manualità e il senso del gioco, del calore e della luce, sin da piccola. Quando si emozionava lavorando il pongo e teneva corsi alle sue amichette, oggi invece tiene corsi di paste polimeriche alle sue allieve… Ecco che tutto torna in quell’ andirivieni di emozioni che non si riescono a  frenare ma  vanno invece incanalate in un quadro preciso, nella propria consapevolezza e responsabilità. Una bella parola quest’ ultima che deriva dal latino “respicere” e che vuol dire guardare. Quindi l’ atto del guardare, osservare, guardare dentro e conoscersi e riconoscersi parte dall’ essere responsabili, trovando il proprio posto nel mondo.  E poi…si possono fare davvero giri immensi ma si arriva sempre al punto di partenza. Perché la bellezza insieme  al bene quando vuoi trovarla e farne tesoro, sarà sempre lì ad aspettarti. Daniela vive a Roma, è sposata con Giuseppe, un ex impiegato alla Fiera di Roma e ha due figli, Laura di trentatrè anni e Simone di trenta. Daniela ha maturato esperienza di lavoro in un’ agenzia di comunicazione come in varie ditte di maioliche, poi ha fatto la mamma. E questo è sicuramente un ruolo che ti inonda di emozioni e ti ripaga di tutti i sacrifici. Perché poi vedere i figli che vengono su bene e che hanno impressi valori e sani principi non può che renderti una persona e una donna serena e soddisfatta. Ma si sa,  per esserlo appieno, si ha bisogno del proprio angolo, del proprio posto nel mondo. E Daniela l’ ha trovato, anzi ritrovato. Oggi lavora le sue paste polimeriche che sono fantastiche al tatto, agli occhi e al cuore. Affascinata dalla gamma di colori che presenta questo materiale e dalla tecnica di lavorazione, Daniela è una attenta osservatrice, cura dettagli e particolari, dando libero sfogo alla sua fantasia e creatività. Come particolareggiate e curate appaiono le ultime produzioni di “chicche brasiliane”, deliziose bamboline che possono essere utilizzate come fermacarta, bomboniere o segnaposti. Ciò che affascina di Daniela è la sua pacatezza e lo sguardo incantato insieme alla sua bambina che si porta dietro. Insieme a quell’adolescente che dipingeva al cavalletto mentre si intravedeva Venezia dalla finestra… E la stessa Daniela ci parla di quegli anni meravigliosi, anni che non tornano più ma che hanno lasciato il segno. Anni nei quali circolavano emozioni vere, sane lezioni  nella vita come a scuola, anni nei quali si imparava in un clima di pace e speranza. Ed è bello, positivo, entusiasmante che ci siano donne che si portano dietro questo retaggio culturale, questa memoria storica ed emozionale per poi donarsi agli altri con tutta la cura possibile e gli insegnamenti di un tempo. Perché è tutto ciò a farti diventare la persona  propositiva, equilibrata, appassionata come è Daniela oggi. Una donna sfumata dai suoi stessi colori e dalla sua nuova consapevolezza oltre che dalla convinzione di voler vivere in modo creativo e positivo la sua vita. Perché vivere con creatività vuol dire davvero avere cura delle cose, dedicare tempo, pazienza, attenzione, devozione.  E così appare Daniela, affascinata dal suo mondo, emozionata ed appassionata per poter appassionare ed emozionare gli altri. E tutto questo viene da sé quando si hanno i colori dentro, quando si respira aria pulita oggi come allora, quando bastava raccogliere un fiore per sentirsi viva e parte integrante dell’ universo. Daniela con la sua semplicità, pacatezza e positività, infonde questi sentimenti. E non è cosa da poco.

Raccontati tra vita, lavoro, famiglia e passioni…

Avevo sei anni quando andai con la mia famiglia a Venezia, il mio papà fu chiamato come tecnico di aerei presso le officine aeronavali. Sono tornata a Roma a diciassette anni e mezzo. Ho frequentato le medie ed il liceo artistico a Venezia, la mattina si studiava teoria, il pomeriggio si lavorava la creta insieme a varie tecniche di pittura, dall’ olio alla tempera. Il laboratorio si teneva in una grande sala e ognuno di noi aveva il suo cavalletto e mentre dipingevamo, si intravedeva Venezia dalla finestra…I miei migliori anni sono stati questi, senza ombra di dubbio.

Quando nasce la tua passione per le paste polimeriche?

Una volta tornata a Roma, ho frequentato un corso di operatrice contabile, poi ho lavorato per nove anni in un’ agenzia di comunicazione come in varie ditte di maioliche e poi…sono arrivati i figli. Solo nel tempo ho maturato la possibilità di dedicarmi al  mio hobby, cominciando ad essere più creativa e a dedicarmi alla mia passione per le paste polimeriche e ho iniziato  così a farmi conoscere nel web e a tenere corsi.  Da piccola tenevo i miei corsi di pongo -sorride-, adesso tengo corsi sulle paste polimeriche, facendo vari esperimenti di cottura e pittura. Le paste polimeriche  sono paste che non si seccano all’ aria ma vanno cotte in un fornetto elettrico. La pittura avviene prima come le sfumature, tutto viene poi impresso nella cottura.

Che cosa realizzi precisamente?

Ho cominciato con i personaggi inventati da me o anche personaggi della Disney, poi realizzo bracciali, pietre per collane, bracciali, anelli, realizzo murrine da attaccare sul vetro… Di recente ho realizzato le “chicche brasiliane”, particolari bimbette che portano una fascia con fiocco in testa e frutta e hanno occhi grandi, un po’ come le bambine brasiliane. Questi manufatti possono essere bomboniere, fermacarta, segnaposto; il 26 ottobre ci sarà un’ esposizione nel laboratorio dell’ amica Olimpia Corvino, designer di gioielli.

Perché hai scelto questo tipo di materiale per le tue creazioni?

Devo dire che le paste polimeriche mi hanno ricordato molto il pongo, oltre al fatto che si prestano molto alla manualità, mi è piaciuta la seguente fase di cottura e la gamma di colori che offrono. Mi sembra di stare in mezzo ad un arcobaleno di colori e anche più…

Prossimi progetti?

Insieme ad altre insegnanti cerchiamo di coprire più zone possibili, da Firenze  a Vasto, troviamo i nostri spazi un po’ ovunque… L’ importante è mettersi in moto e non lasciarsi andare nonostante i tempi che viviamo.

Che cosa provi quando crei i tuoi manufatti?

Tanto amore e soddisfazione! Mi rilasso e se ottengo quello che ho in mente è una soddisfazione enorme, una ragione di vita!

Altre passioni di vita?

Mi piace tanto cucinare, viaggiare, i viaggi aprono la mente… Mi piacciono gli animali, mio figlio ha un labrador e quando vengono a trovarmi a casa è una gioia immensa!

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Non perdo quasi mai la pazienza, sono sensibile, pacata, determinata; come creativa sono sempre attenta  e curiosa verso le nuove tendenze e mi piace sperimentare…

La tua massima soddisfazione?

Quando una persona con una grave malattia mi ha detto che la psicologa le consigliava i miei corsi come una terapia. Ho lavorato anche con bambini autistici che sono spesso insofferenti ma cerco di guidarli con amore e quindi poi riescono ad essere più rilassati e soddisfatti. Quindi per me è una grande soddisfazione, cerco di entrare in empatia con i piccoli ma anche con gli adulti.

Che cos’ è la creatività per te?

Dà senso alla vita, senza, il mondo è un po’ grigio, per me la creatività è colore. Ognuno di noi  ha  qualcosa da dare e da dire e  ognuno può tirare fuori potenzialità e creatività! Tutto è creatività!

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male ed intristisce?

Mi fa star male la falsa amicizia, la falsità, la superficialità, l’ indifferenza. Al contrario, mi fa star bene trovare la sincerità in giro, stare insieme alla mia famiglia, andare in vacanza tutti insieme…

Un tuo motto?

L’ inizio di un sogno è la vita!

 

 Per info: cell: 340-1405707

 

 

 

 

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