Renzo Raviello, sulle ali della fotografia

Renzo Raviello, sulle ali della fotografia

La fotografia è la documentazione storica della realtà ( Oliviero Toscani). Se è vero come è vero che la felicità è fatta di piccole cose che poi, alla fine, si apprezzano come grandi, questo potrebbe essere uno dei tanti segreti della fotografia…Mi sono sempre chiesta in che modo la fotografia possa esercitare il suo fascino. Penso che un po’ consista in questo: tanti pezzi insieme, tanti pezzi uniti tra loro a ritrarre attimi ed emozioni. Perchè la fotografia, come la felicità, è un attimo da cogliere al volo, è un puzzle fatto di tante piccole e grandi vibrazioni da imprimere, per poi assaporare, nella sfera dei nostri ricordi. La fotografia è ritrarre l’ emozione in quel particolare momento: quando soffia quel vento inaspettato che ci scompiglia i capelli e il sorriso è un mondo che si affaccia su altri mondi e ci apre l’anima; quando siamo giù di morale e poi un tramonto infuocato ci ridà la speranza e la voglia di andare avanti; quando un gregge di pecore attraversa la strada e, invece di irritarci, ci fa sorridere: insomma, quando la vita ci sorprende! Quale appassionata dell’arte fotografica, è stato per me un piacere intervistare un giovanissimo fotografo che si è inoltrato nel mondo della fotografia con grande trasporto e ardore e che è già così bravo, esperto e promettente! A soli ventitrè anni, Renzo Raviello (originario di Eboli) ha una maturità, un senso di responsabilità e una sana ambizione che francamente, penso, lo porteranno lontano. E’ un ragazzo che ha scolpito nel dna il suo destino, ossia che nella vita non avrebbe potuto che vivere di fotografia. La mattina beve il suo caffè, spalanca la finestra e la sua testa è già un frullatore di idee, di immagini, di concetti e progettualità. Talento e forte senso di libertà si uniscono ad una personalità in continua evoluzione e crescita emotiva. Renzo dà l’idea veramente di uno che sogna tra le stelle, di uno che si addormenta sulle panchine d’ estate per fiutare l’aria e vedere l’alba al mattino. Di uno che ha voglia di fermare gli attimi prima che gli attimi fermino noi! A detta sua, non è il classico fotografo da cerimonia ma va oltre e basta davvero poco per capirlo. Del suo universo fotografico colpisce lo stile raffinato, il taglio della luce che muta di volta in volta, e un mondo fiabesco e talvolta surreale con il quale interpreta cose e persone. Sembra di entrare in una fiaba anche quando ritrae il mare, non soltanto i boschi. E’ un giullare della fotografia: con la sua macchina fotografica gioca, parla, si diverte, si emoziona, si muove piano e poi più velocemente a seconda dei ritmi dentro e fuori di sé. Da questo movimento nasce l’ anima di un’ immagine che diventa storia. Dall’atteggiamento scanzonato ma anche deciso, viene prima il sorriso e poi Renzo, viene prima la sua luce negli occhi e poi la fotografia e il fascino che ne consegue. La sua predilezione sono i soggetti femminili che riesce a riprendere come un pittore nei suoi quadri, ma anche modelli o gruppi di giovani che riesce ad immortalare per poi farli rivivere in altri scatti, dando loro una seconda vita, una seconda immagine, un secondo sogno. Il nostro fotografo dà molta importanza alla comunicazione, grande viatico sia nei momenti di gioia che di sofferenza. Si definisce pignolo, possessivo, ma anche altruista, socievole e libero. Guardo negli occhi Renzo e capisco che vorrebbe dire qualcosa subito, prima che gli rivolva le prime domande…

C’è un pensiero che vuoi esprimere subito?

Sì, a dire il vero fremo nell’esprimere un pensiero che mi sta molto a cuore. Spesso sento dire che i giovani hanno poca esperienza, ma se sono giovani come fanno ad averne di più? Non si dà fiducia a quei giovani che vogliono crescere e questo mi disturba un po’, come anche quando si fa di tutta un’erba un fascio. Io credo che se qualcuno produce qualcosa o se ha del talento, l’età non conta…

Sono d’accordo con te… Qual è stato l’anno, il mese, l’ora in cui hai capito di voler fare il fotografo?

-Scuote la testa, si muove un po’ alla ricerca di una risposta precisa e poi abbozza un sorriso-.
Mi piace questa domanda, è stimolante, ma no, devo dire che non c’ è stato un momento preciso. Il mese, l’ora, il secondo erano già tutti dentro di me sin da piccolo, perché quando a sei anni mio zio (appassionato anch’egli di fotografia) mi regalò una fotocamera e una videocamera, il mio cuore iniziò a battere più forte, mi emozionai così tanto che cominciai forse allora ad inseguire un sogno… L’emozione è continuata quando ho ritrovato i video che registrai a quell’ età, quindi si può parlare di un impulso che avevo dentro sin da bambino. E adesso eccomi qui, a continuare ad inseguirlo con tutte le mie forze…

Ma adesso possiamo parlare più di realtà, no?

Certo, ma naturalmente non si finirà mai di imparare…

Sì, questo è vero e allora continuiamo il tuo bel racconto di vita e di professione… Quali scuole o corsi hai intrapreso per accedere a questa professione?

Dopo aver conseguito il diploma di Tecnico industriale presso L’ Istituto Focaccia di Salerno, mi sono iscritto all’Ilas, scuola di comunicazione specializzata in web, design, grafica, foto e video. Ho frequentato questa scuola per due anni, dal 2013 al 2015, scegliendo il ramo fotografia. Mi sono mantenuto agli studi da solo perché non ho voluto pesare sulla mia famiglia. All’ epoca svolsi un lavoro part time che mi permise di pagarmi i corsi e le varie attrezzature. E’ stata una sfida con me stesso!

Quali sono gli strumenti di lavoro che in generale adoperi più frequentemente?

Gli strumenti di lavoro che adopero più frequentemente sono la Canon CD Mark III e il mio sito web http://www.renzoraviellofoto.it dove pubblico le foto, oltre ad Instagram e la mia pagina facebook Renzo Raviello Fotografo.

Che tipo di fotografo sei?

Sono un fotografo che va oltre la cerimonia e non lo dico perché mi piace di meno fotografare ai matrimoni come alle feste di compleanno… Lo dico perché sento di voler fare di più…Dunque, mi occupo di foto pubblicitarie per aziende e prodotti per aziende, foto creative per affrontare tematiche attuali e foto di reportage. Per quanto riguarda le foto di reportage, un mio prossimo progetto, ad esempio, è quello di denunciare la situazione degli immigrati sul nostro territorio attraverso una mostra fotografica. Mi piace molto fotografare per strada, in un vicolo di Napoli, ad esempio, ma anche un soggetto, un modello o una modella che vivono in simultanea con me e, in un rapporto di fiducia reciproca, quei frammenti di tempo da fermare, studiare, pensare e inventare magari anche insieme.

Progetti a breve?

Aprirò uno studio fotografico a Battipaglia con tutte le attrezzature delle foto da studio ma non solo…lo studio sarà anche un laboratorio creativo. La mia intenzione sarà quella di coinvolgere sempre altri giovani per creare una rete e una sinergia che li possa vedere uniti nello studio, nel confronto e nello scambio di idee e progetti.

Complimenti…

Grazie. Ecco perché dicevo che tendo ad andare oltre…

Certo, capisco e mi congratulo. A questo punto, dimmi…che cosa è per te la fotografia?

La fotografia per me è emozione e comunicazione, immagine pensata, contenuto e messaggio da voler trasmettere…Intanto sono io ad emozionarmi per primo per poi emozionare. Una foto non può essere soltanto bella, deve comunicare qualcosa!

Come avviene il processo di nascita e la scelta di contenuto in fotografia?

Il processo di nascita segue questi passaggi: si parte dal concept ossia, appunto, dalla scelta di contenuto: prima penso l’immagine da voler fotografare insieme al messaggio da voler dare, poi scelgo il soggetto o il luogo e poi, non tralasciando la tecnica, lascio fare al caso, al momento e all’ emozione del momento.

Che cosa ti fa amare il tuo lavoro?

Amo il mio lavoro per svariati motivi, motivi pratici e motivi interiori. Tra i motivi pratici, amo il mio lavoro quando, dopo ventiquattro ore consecutive, mi accorgo di aver creato un prodotto che piace sia a me stesso che al cliente. Tra i motivi più intimi che mi fanno amare il mio lavoro c’ è sicuramente la passione e il senso di libertà che la fotografia restituisce, il mio modo di comunicare e di esprimermi. Attraverso la fotografia e le storie degli altri, ho l’opportunità di vivere altre vite!

Quali altre tematiche hai trattato attraverso la tua fotografia?

Ho affrontato tematiche semplici, come possono essere semplici stati d’ animo, fino al tema della violenza sulle donne (a novembre 2016), la mancanza di identità e il tema dell’amore tossico, ossia un tipo d’amore che consuma, un amore possessivo e morboso.

Quali soggetti e location fotografi più frequentemente e perché?

Prediligo le donne per il loro complesso e delicato universo interiore. Sono affascinato da location o luoghi antichi e abbandonati, come può essere una casa di campagna o un casolare. Nel 2015 ho tenuto una mostra fotografica sul tema dei posti dimenticati dal tempo: una casa cantoniera a Postiglione, un’ ex fabbrica a Paestum, un’ antica fontana nella località di Montecorvino Rovella. Adoro il ritorno all’ antico, ne subisco tutto il fascino, tutta la storia…

Un’esperienza formativa che è stata un valore aggiunto alla tua professione?

Il Giffoni Film Festival. Sono in giuria da sette anni, ho avuto la possibilità di conoscere attori, giornalisti, registi. Un evento, il Giffoni FF, che mi ha cambiato in meglio! E’ un’ esperienza di vita che consiglio a tutti!

Un tuo punto di riferimento in fotografia?

Oliviero Toscani, perché è la quintessenza dell’originalità e libertà. Lo incontrai a Napoli per un seminario… Ma ho studiato e ammirato anche Bresson per la tecnica e il modo di fare fotografia!

Quale star e personaggio femminile ti piacerebbe fotografare?

Sofia Loren: apprezzo le donne di carattere.

Un tuo sogno in fotografia?

Il mio sogno è un sogno africano. In un futuro prossimo, mi piacerebbe andare in Madagascar o nei Paesi sudafricani per approfondire la condizione reale del popolo africano.

Sei tu che porti la fotografia o è la fotografia che ti presta le ali e ti fa volare?

E’ la fotografia che mi presta le ali ma io le presto la mente e il cuore, alla fine voliamo insieme…

Una frase di una poesia o di una canzone che ultimamente tieni spesso presente nella tua mente?

E’ una frase del cantante e autore albanese Ermal Meta nella canzone “Lettera a mio padre”: “ Quando sulla schiena trovi cicatrici, è lì che ci attacchi le ali…”

Per info cell: 333/7332284

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